La Foresta cresce

Forte senza frontiere - un progetto che c'era, che ora non c'è ma che domani ci sarà nuovamente (anche grazie a te)

Forte senza frontiere - un progetto che c'era, che ora non c'è ma che domani ci sarà nuovamente (anche grazie a te)

Forte senza frontiere, per ora, non esiste.

Esiste il nome. Esiste il progetto, scritto per intero. Esiste il ricordo preciso di com'era, prima.

Ma le tre borse lavoro no. Quelle non ci sono ancora.


Te lo diciamo così, senza girarci intorno, perché è la cosa più onesta che possiamo dirti: questo progetto non è partito, e parte solo quando ci sono i fondi. Ogni donazione è un pezzo concreto di ciò che serve per cominciare. Non un contributo a qualcosa che gira già. Il mattone che fa iniziare.


Prima c'era

Dal 2014 al 2018, ogni settimana, un gruppo di richiedenti asilo arrivati da Gambia, Ghana, Nigeria e Senegal saliva al Forte a lavorare fianco a fianco con i nostri volontari. Manutenzione, sentieri, piccoli lavori sulle mura. Lavoro vero, con le mani e gli attrezzi.

Poi un decreto ha tagliato i fondi, e le sedie a quel tavolo si sono svuotate.

Non aspettiamo che la politica torni sui suoi passi. Vogliamo riaprire noi quella porta. Ma non possiamo farlo da soli.


Cosa cambia, il giorno in cui parte

Quando i fondi ci saranno, cambieranno tre cose insieme.

Cambierà la vita di tre persone. Invece di attraversare mesi sospesi — senza lavoro, senza rete, senza un posto dove sentirsi utili — passeranno un anno imparando un mestiere, dentro una comunità vera. Ne usciranno con competenze verificabili e referenze spendibili. Qualcuna troverà un lavoro anche grazie a questo.


Cambierà il nostro cantiere. E qui c'è una cosa che di solito non si dice. Lavorare accanto a chi ha una storia lontanissima dalla tua non fa bene solo a chi viene accolto. Fa bene anche a chi accoglie. Quella vicinanza - rara, in una città come Genova - è un regalo per i volontari tanto quanto per gli ospiti.


Cambierà, un pochino, anche Genova. Resterà un modello piccolo e testardo che funziona: non un convegno sull'integrazione, ma un cantiere aperto e una pausa focaccia ogni mattina alle 10. La prova concreta che una comunità che vuole accogliere ci riesce, anche quando gran parte della politica se ne dimentica.


Perché la tua parte conta davvero

Ecco perché, quando doni, non stai "aiutando un'associazione".

Stai facendo cominciare qualcosa. Stai mettendo il tuo nome dentro una storia che, senza di te, resta scritta su un foglio. E stai entrando anche tu in quella vicinanza che trasforma chi la sceglie.


Da dove si comincia? Da poco, e da concreto.

Con 15 euro tieni apparecchiato per una mattina il tavolo della pausa focaccia: caffè, tè, focaccia per tutte e tutti. È la voce di budget più piccola, ed è quella che racconta meglio cos'è questo progetto.

Da lì si sale, fino a un mese intero di quell'attesa trasformata in lavoro e relazioni. Quanto, lo scegli tu.


L'obiettivo è 28.000 euro. Li raccogliamo interamente noi - da chi ci conosce e crede che accogliere sia ancora possibile. Nessun fondo pubblico, per ora. Solo persone.


→ Dona qui: lapiuma.riseact.site/projects/forte-senza-frontiere


Un luogo nato per la guerra che diventa luogo di pace. Un progetto che oggi non esiste e che domani, se lo decidiamo insieme, comincia.

Metti il primo mattone.

Grazie di esserci.


La Piuma

Artigiani di Pace