La Foresta cresce
La visione
Non siamo ottimisti ingenui. Ma abbiamo scelto una scommessa precisa su come si cambiano le cose, e la portiamo avanti anche quando non fa notizia.
C'è una frase che ripetiamo spesso, e che dice quasi tutto di noi: in un mondo in cui fa sempre più rumore un albero che cade, noi stiamo crescendo una foresta. Il rumore delle cose che crollano riempie le giornate, arriva prima di tutto il resto, sembra l'unica notizia possibile. La crescita, invece, non fa rumore. Non si vede giorno per giorno. Ma c'è.
Ogni giorno al Forte, ogni bambina o bambino che trova finalmente una casa, ogni classe che impara qualcosa toccando la terra invece che leggendola su un libro, ogni incontro che cambia entrambe le parti: sono alberi che crescono. Crescono lentamente, mettono radici, e a un certo punto cominciano a fare ombra anche a chi non li ha piantati. Nessuno di questi gesti, preso da solo, cambia il mondo. Ma insieme, e nel tempo, costruiscono un pezzo di città diverso da come l'abbiamo trovato.
Non lo diciamo per fare gli ottimisti. Sappiamo bene quanto sia dura, e non abbiamo la pretesa di risolvere da soli ferite grandi come lo scarto delle persone o l'abbandono dei luoghi. Ma crediamo, con una certa testardaggine, che il cambiamento cominci sempre da un atto concreto di cura. Da una porta che si apre. Da un luogo che si trasforma. Da una relazione che resiste anche quando sarebbe più comodo lasciarla cadere.
La scommessa, in fondo, è tutta qui: che la cura trasformi i luoghi, che i luoghi trasformati trasformino le persone, e che le persone trasformate, a loro volta, trasformino un pezzo di città. È una crescita lenta, e questo è il suo pregio, non il suo difetto. Le cose che mettono radici profonde non hanno fretta.
La Piuma
Artigiani di pace