La Foresta cresce

Non è carità. È lavoro.

Non è carità. È lavoro.

Forte senza frontiere · perché le borse lavoro


Riaprire le borse lavoro per richiedenti asilo al Forte Tenaglie non è un gesto di generosità. È una questione di dignità e, diciamolo, di sicurezza.


Ogni tanto una parola torna sui giornali. Caporalato.

Braccianti pagati pochi euro l'ora. Persone tenute ai margini, senza contratto, senza voce. Qualcuno che, in quel margine, si è preso il potere di sfruttarle.

Ogni volta che leggiamo queste storie, al Forte pensiamo la stessa cosa. Che lo sfruttamento non nasce dal nulla. Nasce dove c'è un vuoto. E il vuoto, spesso, ha un nome preciso: attesa senza lavoro.


Una persona sospesa è una persona esposta

Chi arriva in Italia e chiede protezione, spesso, aspetta mesi. A volte anni. In quel tempo, per legge o per prassi, non può fare granché. Non lavora, non costruisce relazioni, non mette radici. Resta sospeso.

Una persona sospesa è una persona esposta. A chi promette un lavoro in nero. A chi offre una scorciatoia. Ai caporali, appunto, che la solitudine la riconoscono da lontano.


Ecco perché, quando parliamo di Forte senza frontiere, non usiamo la parola "carità". Non stiamo facendo un favore a nessuno. Stiamo togliendo terreno sotto i piedi allo sfruttamento, nel modo più semplice che esista: dando a una persona un lavoro vero, una comunità e un motivo per alzarsi la mattina.


Lavoro vero, non un attestato

Al Forte il lavoro non è un'occupazione simbolica. Le mura vanno rimesse in sesto sul serio, i sentieri vanno tenuti, la manutenzione non aspetta. Chi lavora quassù fa qualcosa che serve - e lo sa. Alla fine dell'anno se ne va con competenze verificabili e referenze spendibili. Non con un attestato di partecipazione.

È la differenza tra assistere una persona e restituirle un ruolo.


La sicurezza vera nasce dalle relazioni

C'è chi pensa che la sicurezza si costruisca alzando muri e mandando via. Noi abbiamo passato quindici anni su un forte a smontare un muro, e abbiamo imparato il contrario.

La sicurezza più solida è quella che nasce dalle relazioni. Una città in cui le persone si conoscono, lavorano fianco a fianco e si chiamano per nome è una città più sicura di una piena di diffidenza.

Non è buonismo. È la cosa più concreta che conosciamo.


Piccolo, ma detto ad alta voce

Forte senza frontiere è piccolo: tre persone, un anno, un forte sopra Genova. Non risolve il tema dell'immigrazione in Italia, e non ci inganniamo del contrario.

Ma dice una cosa che vale la pena dire ad alta voce, di questi tempi: il lavoro è dignità, e la dignità è la prima forma di sicurezza.


La Piuma

Artigiani di Pace