La Foresta cresce
Forte senza frontiere · perché lo rifacciamo
Le convenzioni finiscono, i decreti cambiano, i fondi si aprono e si chiudono. Alcune cose, invece, restano. Ed è per quelle che vale la pena ricominciare.
C'è una frase, tra quelle che raccontano questo progetto, che ci sta più a cuore delle altre.
Dice che alcune delle relazioni nate al Forte tra il 2014 e il 2018 continuano ancora oggi. Ben oltre la fine di qualsiasi convenzione.
Un progetto finanziato ha una data di inizio e una data di fine. Ci sono i fondi, si fa; finiscono i fondi, si smette. È così che funziona, e nel 2018 abbiamo imparato quanto può essere brusco: un decreto, e le mattine al Forte con i richiedenti asilo sono finite da un giorno all'altro.
Ma le relazioni non hanno una scadenza scritta nella convenzione. Quando due persone passano mesi a rimettere in piedi un muro fianco a fianco, quello che si costruisce tra loro non si smonta con un taglio ai fondi.
Alcuni di quei ragazzi arrivati da Gambia, Ghana, Nigeria e Senegal sono ancora in contatto con noi. Non perché lo prevedesse un protocollo. Perché erano diventati, semplicemente, parte della comunità.
È questo che ci ha convinti a riprovarci.
Non stiamo riattivando "un servizio". Stiamo ridando a tre persone la possibilità di entrare in qualcosa che, se funziona come sappiamo che può funzionare, durerà più a lungo dei dodici mesi scritti sul progetto.
Un anno di lavoro finisce. Un legame, no.
Lo diciamo perché è il modo in cui intendiamo tutto quello che facciamo. Al Forte non "eroghiamo prestazioni". Costruiamo relazioni, e le relazioni sono reciproche: chi arriva riceve un lavoro e una comunità, e la comunità riceve chi arriva. Nessuno, alla fine, resta uguale a prima.
I fondi servono a far partire tutto questo. Ma quello che resta, alla fine, non si misura in euro.
Le convenzioni finiscono. I decreti cambiano. Un forte nato per la guerra, invece, può diventare per sempre un luogo di pace - se qualcuno decide di prendersene cura.
Noi abbiamo deciso. Un legame alla volta.
La Piuma
Artigiani di Pace